Lunedì, 26 Aprile 2021 18:41

Meglio non contare troppo sull'esperienza

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Ci sono manager e leader che ripongono molta fiducia sull'esperienza per prendere decisioni e adottare strategie che ritengono faranno ottenere loro i risultati desiderati. Ma siamo sicuri che sia una buona idea? L'esperienza è davvero un asset così importante?

 

La maggior parte dei manager si affida molto alla sua esperienza, al punto da considerarla un fattore competitivo chiave sia a livello personale (rispetto ad altri manager), sia a livello aziendale (rispetto ad altre aziende). Credo sia opportuno chiedersi quanto sia saggio dare così tanta fiducia ed enfasi all'esperienza. È davvero così affidabile? E possono i manager più maturi sentirsi veramente sicuri nell'affidarsi alla loro esperienza per prendere decisioni critiche?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo capire cosa sia veramente ciò che chiamiamo "esperienza" e se, per sua stessa natura, possa considerarsi un vero fattore competitivo oppure una pericolosa trappola. La stragrande maggioranza delle persone crede che l'esperienza sia legata ad eventi passati e/o a come tali eventi siano stati gestiti (con successo o meno). In realtà, ciò che definiamo esperienza è il risultato di convinzioni che abbiamo formato riguardo a ciò che è successo e di come è poi andata a finire. Questo avviene in uno di due modi: per induzione, dove uno assorbe una convinzione che viene volontariamente od involontariamente promossa all'interno di un determinato ambiente; o per deduzione (o inferenza), dove si formula una conclusione basata sulla propria personale interpretazione di certi eventi.

Nel caso dell'esperienza, dobbiamo decisamente togliere l'induzione dall'equazione poiché nessuno può affermare di aver maturato una qualsiasi esperienza da ciò che ha sentito o imparato “là fuori”: l'esperienza è qualcosa che dobbiamo acquisire in prima persona e pensare che: "Ci sono passato ed ho imparato qualcosa di importante a riguardo." Ebbene, cosa hai imparato, esattamente? In che modo hai associato un certo evento con un determinato risultato?... Vedi dove ci sta portando tutto questo?

Ammettiamo che tu abbia assunto un venticinquenne per occupare una posizione strategica nella tua azienda. E' nato - diciamo - in Canada, da una famiglia ebrea, si è laureato in letteratura inglese, ha gli occhi blu ed è allergico ai gatti. Ora, questo ragazzo si è rivelato un disastro e hai dovuto licenziarlo. Così, hai maturato un'esperienza su ciò che è successo ed ora sai che non dovrai più assumere persone che... Che "cosa"? Quali conclusioni hai tratto in proposito? Cosa ne hai dedotto? Che non va bene assumere canadesi? O ebrei? O un laureato in lettere? O persone con gli occhi blu o troppo giovani o allergici ai gatti?

D'accordo, sto semplificando molto, qui, ma se pensi che non abbia mai incontrato persone che formano la loro esperienza su conclusioni totalmente prevenute, basate sulla razza, la religione, l'origine, l'opinione politica o anche la squadra di calcio del cuore, beh, potrei sconvolgerti! Il problema è che 1) formiamo le nostre convinzioni in base a come interpretiamo gli eventi e 2) le nostre convinzioni diventano fatti. Pertanto, la cosiddetta esperienza non è che il risultato di convinzioni che le persone trasformano in fatti nella loro mente.

Può sembrare che si tratti di un processo mentale molto fragile e vulnerabile, ma in realtà il sistema di credo è una dotazione straordinariamente potente. Ci consente di imparare cose di cui non abbiamo fatto diretta esperienza da chi invece l'ha fatta, mettendoci in grado di risolvere in pochi secondi problemi che l'umanità a impiegato secoli per trovare una soluzione. E' pazzesco e, da questo punto di vista, l'esperienza è decisamente un bagaglio che non ha prezzo; ma come ho spiegato, può anche diventar il nostro peggiore tallone di Achille.

Tuttavia, non possiamo permetterci di rinunciare agli enormi benefici che derivano dal costruire una solida esperienza nel corso di diversi anni o decenni. Basta essere consapevoli delle seguenti trappole.

1. Prendere per scontato ciò che sai (o credi di sapere) - Non va mai dimenticato che le convinzioni sono solo supposizioni e, pertanto, una parte notevole del tuo bagaglio di esperienza si basa di fatto su supposizioni, per quanto solide possano sembrare. Può essere un pensiero angosciante, ma al tempo stesso tali supposizioni ti consentono anche di esplorare nuove possibilità ed elaborare strategie autenticamente innovative, specialmente in situazioni di cambiamento. La tua esperienza rimane un forte asset e puoi farne buon uso senza esserne controllato;

2. Considerare l'esperienza un fattore competitivo - Troppi manager usano l'esperienza che hanno maturato nel tempo come leva di potere e per creare competizione con colleghi o subalterni. Tuttavia, l'esperienza ha un qualche reale valore solo finché viene condivisa ed offerta per discussione. Ogni altra cosa è vanità e non solo rivela una scarsa fiducia in se stessi, ma compromette le relazioni.

3. "Diventare" la tua esperienza - Molti non solo usano l'esperienza come leva di potere, ma diventano la loro esperienza. Questo significa che ciò che hanno da contribuire, e la loro stessa essenza professionale, si basa quasi totalmente sull'esperienza che hanno maturato negli anni. Di conseguenza, diventano molto protettivi e gelosi della loro esperienza e la difenderanno ad ogni costo, poco importa a quali crisi e conflitti porterà questo atteggiamento.

4. Smettere di imparare – In questo caso le persone confondono l'esperienza con la conoscenza. In altre parole, credono che l'esperienza possa abbondantemente compensare la mancanza di nuova conoscenza e quindi smettono di imparare. E per rendere le cose ancora peggiori, vedono la nuova conoscenza come fumo negli occhi, nonché una minaccia alla loro esperienza. Fai un respiro profondo e rilassati: la conoscenza e l'esperienza non sono alternative… sono complementari.


Hai lavorato molto duramente per formare la tua esperienza e nel processo ti sarai preso anche qualche bella badilata sui denti, quindi non rinunciarvi. Ricorda soltanto che sei e puoi dare molto di più della tua esperienza.

Alessandro Carli

Autore e Speaker, Esperto in Dinamiche dei Sistemi

https://www.alessandrocarli.it

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