Lunedì, 01 Marzo 2021 17:37

Dove ti trovi, esattamente?

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Non è una domanda facile a cui rispondere perché per farlo ci vogliono dei riferimenti. Dove mi trovo… rispetto a cosa, chi, dove, quando?

Tutto è relativo, diceva uno molto intelligente, ma c’è qualcosa che ti può dare delle indicazioni affidabili ed è il tuo “apparato emotivo”.

 

Se c’è una cosa al mondo di cui puoi fidarti ciecamente, questi è il tuo apparato emotivo. Possono non piacerti, ma non mentono mai. In certi momenti faresti di tutto per non provarle e per farle smettere di torturarti, ma sono lì per dirti come stanno veramente le cose dentro di te.

Le nostre emozioni sono come le spie che si accendono e spengono su un pannello di controllo: ci dicono quale sia la situazione che stiamo vivendo e ci segnalano cosa sta andando bene e cosa va invece messo a punto. Cosa succede, però, se la nostra mente filtra o elabora le informazioni in modo tale che il sistema emotivo reagisca ad esse in modo apparentemente arbitrario?

Ad esempio, stai passando un brutto momento con la tua attività. Dovresti sentirti preoccupato e magari anche un po’ depresso… e invece, no! Siccome sei una persona dinamica e positiva, ti senti sicura di poter superare alla grande questa sfida. Questo è il messaggio che la tua mente invia al tuo apparato emotivo, che reagirà di conseguenza, facendoti provare entusiasmo e ottimismo. Potremmo considerarla una strategia di “camuffamento” della verità a fin di bene: dopotutto, che senso ha abbattersi e farsi venire l’ansia quando proprio nei momenti critici si ha bisogno di attingere a tutte le migliori risorse interiori possibili?

Va benissimo! Grandioso!... Finché non cominci a crederci veramente. Non c’è niente di male nel tirarsi su, nel farsi coraggio, nel rifiutarsi di cedere allo sgomento… ma non a costo della verità. Ho avuto a che fare con imprenditori, anche molto in gamba, che in momenti particolarmente difficili, per farsi coraggio e per non fare preoccupare i loro collaboratori, si prodigavano in mille acrobazie per non farsi travolgere dalla situazione e per non farne trapelare la gravità. Questo atteggiamento è lodevole, finché non cominci a giocare con la verità.

Cortocircuitare così il nostro sistema emotivo può avere conseguenze devastanti, sia sulla nostra salute sia sulla nostra capacità di interpretare correttamente la realtà, cosa che soprattutto un imprenditore non può permettersi. Più che mai, nei momenti di crisi, è necessario avere una chiara idea della situazione che si sta vivendo. Per prima cosa, permetti al tuo sistema emotivo di comunicare con te, di dirti come stanno veramente le cose. In fondo in fondo, lo sappiamo quello che sta succedendo, ma è solo quando sono le emozioni a dirtelo che SAI davvero dove ti trovi.

Per quanto tu possa cercare di darti tono con un po’ di entusiasmo o perfino di passione, e magari finisci anche per crederci a questo artifizio, nel più profondo sentirai sempre serpeggiare delle emozioni che potremmo definire di “sottofondo” e che non potrai mai silenziare del tutto.

Nello seguente schema puoi vedere 4 aree “emotive” e se ti sforzi a metterti in contatto con queste tue sensazioni più flebili, sebbene molto attive, puoi riuscire a capire dove ti trovi e dove devi intervenire per superare una determinata situazione. Ricordati: le tue emozioni non ti mentono mai.

La linea orizzontale rappresenta il livello di Consapevolezza, mentre quella verticale rappresenta l’incisività dell’Azione. Vediamo.

 

 

Confusione (Quadrante in basso a sinistra) – Quando il grado di Consapevolezza è medio-basso e l’Azione è scarsa o poco incisiva, subentra uno stato di Confusione. La persona fa fatica a capire quello che sta succedendo dentro e fuori di sé. La scarsa Consapevolezza la frena, mettendosi in stand-by, in attesa che le cose si facciano più chiare. Per non sbagliare, evita di prendere decisioni, di elaborare strategie o di intraprendere delle azioni significative. Mentre aspetta, porta avanti le solite cose, quelle che le danno una certa sicurezza, senza nemmeno tentare qualcosa di nuovo. Questa è l’area più ampia, dove una maggioranza “relativa” di persone si trova.

Frustrazione (Quadrante in alto a sinistra) – Anche qui, il grado di Consapevolezza è medio-basso, ma c’è molta più Azione. Questa persona non ci sta ad aspettare e anche se non le è ben chiara la situazione in cui si trova, deciderà di fare qualsiasi cosa ritenga possa tirarla fuori da lì. Si muove alla cieca, seguendo unicamente i propri schemi, reiterando strategie già collaudate, anche se non più efficaci. I risultati che otterrà saranno così molto modesti, rispetto all’impegno che ci ha messo, ed è questo a generare la Frustrazione. È una situazione perfino più pericolosa della precedente perché qui l’Azione c’è, ma se alla guida non c’è Consapevolezza, può fare danni.

(Senso di) Impotenza (Quadrante in basso a destra) – Qui la Consapevolezza è alta, ma l’Azione lascia a desiderare. Perché? Chi si trova in quest’area ha una chiara idea di ciò che sta attorno e dentro di sé ed avrebbe tutte le carte in regola per avere successo, ma non si muove. Il problema è soprattutto psicologico. Bassa autostima, senso di inadeguatezza, paura, dubbio, ecc. compromettono la capacità di esprimerci al meglio e, quel che è peggio, ci lascia con un forte senso d’Impotenza che ci preclude ogni possibilità. È forse la situazione peggiore: è come in quei sogni dove cerchi di fuggire da qualcosa, ma non riesci a muoverti. Qui, sai cosa fare e come, ma non vai oltre.

Chiarezza (Quadrante in alto a destra) – Non mi dilungo su questo. Basti dire che è la situazione ideale, dove la persona è perfettamente Consapevole e mette a frutto questo potente stato interiore con Azioniforti ed incisive. È lo stato a cui tutti dovremmo ambire e puntare.

Con la mente, è facile ritrovarsi in quest’ultima area. Siamo tutti consapevoli e iperattivi, giusto? In realtà, chi si trova qui prova un profondo senso di pace e di allineamento con il mondo esterno, a prescindere dai risultati che sta ottenendo (e che prima o poi arriveranno). Questa non è una gara a chi è più bravo. Riguarda invece la necessità di confrontarci serenamente e umilmente con quelle emozioni di sottofondo che ci dicono – se siamo disposti ad ascoltare – dove ci troviamo, dandoci la possibilità di capire dove intervenire e riportare il nostro destino sotto il nostro controllo.

Alessandro Carli

Autore e Speaker, Esperto in Dinamiche dei Sistemi

https://www.alessandrocarli.it

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